Incontro sul termovalorizzatore del Gerbido organizzato presso la Parrocchia SS. Trinità di Nichelino (Torino).

 

27 marzo 2009

 

Terzo incontro pubblico, organizzato dall'associazione Animo Nichelino, per discutere sui problemi ambientali legati alla realizzazione del termovalorizzatore di Torino.

In base ai dati presentati nei due incontri precedenti emerge chiaramente che l’incenerimento non è una soluzione ragionevole e che ci sono alternative praticabili in tempi più brevi e con una spesa di gran lunga inferiore (raccolta differenziata, trattamento meccanico biologico, riciclo).

Quelli che sono favorevoli all’incenerimento insistono sull’assenza di effetti nocivi e sul risparmio di CO2, che sarebbe di circa 160.000 tonnellate all’anno.

Durante la serata, questi dati sono stati smentiti da studi effettuati sui sistemi alternativi all’incenerimento, che riducono l’emissione di CO2 a livelli trascurabili.

Per quanto riguarda la salute, dopo aver illustrato i risultati di studi scientifici europei (francesi, inglesi e irlandesi), tutti concordi nel denunciare un rischio grave soprattutto per le donne e i bambini, è stato presentato il risultato di un’analisi effettuata da TRM, la società che costruisce l’inceneritore, in collaborazione con il Politecnico di Torino.

Dovete sapere che un progetto di ricerca della Commissione Europea, che si chiama ExternE (Externalities of Energy), ha quantificato in modo molto preciso i costi dei danni all’ambiente ed alla salute derivanti da una qualunque fonte emissiva.
Questi costi, in Europa, sono attualmente valutati da 3 a 5 volte meno che negli USA, ma è importante che venga riconosciuto che una centrale elettrica, una discarica, un inceneritore, un cementificio, ecc. provocano danni, che hanno, oltre ad un costo in termini di sofferenza, anche costi economici ben quantificabili.
La società che sta costruendo l’inceneritore del Gerbido, nel 2003 ha fatto uno studio in collaborazione con il Politecnico di Torino e ha redatto una tabella dei costi in euro delle malattie previste.
Malattie e costi sono stati riassunti in una tabella, che, a ragion veduta, si potrebbe definire il tariffario delle malattie provocate dall’impianto.

Non è un macabro scherzo, è un documento del Politecnico di Torino.

I rischi analizzati sono quelli legati alle polveri sottili (PM10), alle diossine, agli ossidi di azoto, all’anidride solforosa e ai metalli pesanti cancerogeni emessi nell’ambiente dall’impianto di incenerimento.

La tabella è abbastanza esauriente nell’indicazione dei rischi anche se non riporta i danni delle polveri più fini (PM 2,5 ed inferiori), che sono molto più dannose di quelle grossolane, non vengono misurate e non vengono trattenute dai filtri, neanche da quelli più moderni.

Durante la serata sono stati proiettati anche due brevi filmati, che riguardano il Prof. Umberto Veronesi, che prima ha dichiarato alla televisione che il rischio degli impianti di incenerimento è ZERO, ma poi ha scritto che si riferiva a dati che gli erano stati illustrati da altri e si è dichiarato NON disponibile ad un incontro con i colleghi di parere diverso.

 

 

È sempre più evidente che la scelta di bruciare i rifiuti resta una follia.
L’alternativa esiste ed è la raccolta differenziata, che consente di riciclare e riutilizzare percentuali di rifiuti che possono arrivare anche al 90% e oltre, mentre l’inceneritore produce ceneri nocive, che devono essere smaltite in discariche apposite, pari al 30% del peso originale dei rifiuti, senza contare il grande uso di calce, ammoniaca, carboni attivi utilizzati nei filtri e lo spaventoso consumo d’acqua, pari a circa un litro e mezzo per chilogrammo di rifiuto trattato. Un inceneritore come quello del Gerbido di Torino consumerà quasi 2 milioni di litri d’acqua al giorno!
Per fare la raccolta differenziata basta raccogliere separatamente gli scarti di cibo e le bucce della frutta, il cosiddetto «umido» (30%), la carta (28%), la plastica (16%), il vetro (8%) e siamo già all’82%, restano ancora il legno e gli stracci (4%) e i metalli (4%) che portano la percentuale di riutilizzabile al 90%. Il restante 10% può essere stabilizzato e smaltito senza problemi.

Insomma: il termovalorizzatore necessita di una discarica di servizio per rifiuti pericolosi, quella stessa discarica può essere utilizzata per il residuo, non pericoloso, della raccolta differenziata.

Un termovalorizzatore in meno, tanti malati in meno e tanti posti di lavoro in più!

Troppo complicato?

 

Cordiali saluti a tutti

Roberto Topino


 

 

No, mi dispiace: per me chi sta con Di Pietro, qualunque posizione occupi, è un nemico da combattere. Non tanto per me che a giorni compio sessant’anni e non vorrei campare ancora tanto, quanto per i miei figli e per i nipoti che vorrei avere.

Magari la signorina Alfano, che avrà senza dubbio grandi meriti nella lotta alla mafia,  non sa che cosa sta facendo. Ma se non sa che cosa sta facendo è più opportuno che se ne resti dov'è e non vada (magari pure in buona fede) ad ingrossare le fila dei devastatori. Di quelli ne abbiamo già a sufficienza.

Lo so che per qualcuno può essere tanto bello indossare i panni dell’eroe senza macchia e senza paura facendolo a buon mercato, ma di questi personaggi non abbiamo bisogno.

Aggiungo che costoro sono incomparabilmente più insidiosi dei vari cagnolini da salotto di Berlusconi e dei cadaveri viventi del PD. Di quelli nessuno che sia in stato di veglia ha dubbi: si sa perfettamente chi sono, che cosa fanno e perché lo fanno. Se c’è chi li sceglie per essere rappresentato, siamo davanti ad una scelta suicida deliberata su cui non c’è da eccepire: ognuno è libero di agire come meglio crede.  La signorina Alfano , invece, si spaccia (ripeto, magari pure in buona fede) per una sorta di Giovanna d’Arco pronta a battersi contro ogni ingiustizia, così traendo in inganno una folla di persone benintenzionate. Ma quale ingiustizia peggiore dell’avvelenare l’aria, l’acqua e il cibo? E che dire se questo avvelenamento andrà a colpire senza pietà le generazioni future? Qualche secolo fa chi inquinava un pozzo a Venezia era condannato a morte. Oggi, avvelenando ben altro che un pozzo, si diventa ipso facto eroi del progresso.

E non entro nell’argomento delle cosiddette “grandi opere”, devastanti per la salute oltre che per l'economia, e se non ci entro è per carità di patria, anche se qui Di Pietro ha dato l’ennesima dimostrazione di chi sia lui e di che cosa sia il suo partito (ancora una volta l'ineffabile Aurelio Misiti...)

Certo, in una società dove la cultura è quella della TV in cui in un paio di minuti (sono i tempi televisivi) si deve “informare” il pubblico (che aspetta solo Il Grande Fratello), dove l'oro colato è quello di Umberto Veronesi, dove nelle "trasmissioni verità" vige la censura più becera, dove il dilettantismo e l'improvvisazione imperano, è conseguenza fin troppo ovvia che i politici che vanno di moda siano quelli: due strilli in piazza, quattro slogan pubblicitari che nascondono quello che c'è davvero nella scatola e il gioco è fatto.

Concludendo, mi auguro, e me lo auguro per il bene comune a lettere minuscole, che la signorina Alfano non abbia il lasciapassare per l’Europa e che, se è davvero in buona fede, s'impegni seriamente a studiare e riemerga quando è pronta. Magari allora potrà essere utile.

 

Stefano Montanari

 

 

 

Costosissime fabbriche di tumori

 

Nota: l’inceneritore di Torino costerà più di 500 milioni di euro.

 

Eco-News

Riparte l’iter per gli inceneritori in Sicilia

Costosissime fabbriche di tumori, con notevoli sprechi di danaro pubblico, quella per la costruzione di quattro inceneritori, adesso ci riprovano e lanciano il nuovo bando“. Cosi Sonia Alfano, candidata indipendente nelle liste di Italia dei Valori alle elezioni Europee che in una nota si scaglia contro i quattro mega inceneritori che saranno costruiti in Sicilia. In questi giorni riparte infatti l’iter burocratico per la loro costruzione. “Spenderemo circa 200 milioni di euro - spiega Sonia Alfano - per ammalarci di cancro e bruciare ciò che invece potrebbe essere riciclato e produrre utili. La raccolta differenziata, così come già avviene in molti paesi europei ed in alcune realtà italiane, permetterebbe persino di ammortizzare i costi per lo smaltimento e, qualora ve ne fosse la volontà politica, di diminuire la tassa sui rifiuti. Al contrario, gli inceneritori, scoraggiano questo meccanismo poichè più è alto il quantitativo dei rifiuti riciclati meno gli inceneritori posso “bruciare”. Se pensiamo poi - ha affermato la candidata - che bruciamo soldi per produrre tumori, ci rendiamo conto di stare rasentando la follia. Da anni conduco una battaglia insieme ai meet up di Beppe Grillo , di cui faccio parte ed alle liste civiche di “Italia a Cinque Stelle”, che sostengo in tutta Italia, per fermare l’utilizzo improprio che attualmente si fa dei cip6 cioè di quel contributo che ogni mese tutti i cittadini pagano sulla propria bolletta che secondo le disposizioni dell’Europa dovrebbe essere speso per l’incremento delle energie rinnovabili e che invece l’Italia utilizza per costruire gli inceneritori. Abbiamo già presentato decine di esposti presso gli Europe Direct - ha spiegato Sonia Alfano che da anni si impegna in prima persona al fianco dei “grillini” di tutta Italia - e continueremo a proseguire la nostra battaglia per fermare le decisioni scellerate di una classe dirigente che non esita a mettere a repentaglio la vita ed il portafoglio dei cittadini pur di perseguire i propri interessi“.  (IMG press)

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Il termovalorizzatore del Gerbido è falso a cominciare dal nome
 

Inutile dire che l'amico medico torinese sono io.

Era ora che un magistrato si occupasse del termovalorizzatore, che è falso a cominciare dal nome.

Abbiamo analizzato attentamente anche la situazione di Napoli.

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?azione=det&id=2548 

Dati alla mano (Istituto Superiore di Sanità) l'inceneritore di Brescia emette una quantità di diossina paragonabile a quella emessa dall'Ilva di Taranto, pertanto più che rischiare di finire come a Napoli, rischiamo di finire come Brescia e Seveso.

http://www.agoramagazine.it/agora/spip..php?article5602&lang=it

Cordiali saluti

Roberto Topino

 

http://www.youtube.com/watch?v=GWu-oHWWmaY

http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=view&id=245&Itemid=62

 

Harry Potter e la laurea dishonoris causa

     
Scritto da Stefano Montanari   
giovedì 04 ottobre 2007

 La primavera scorsa mi trovavo a Torino per partecipare, tra gli altri impegni, ad un incontro tra ecologisti o presunti tali (tra i presunti tali c’erano gli unni di Legambiente). Al termine del pomeriggio, uscì con me dalla sala un ingegnere che di mestiere vendeva inceneritori (pardon, termovalorizzatori) e il cui compito aziendale era, per sua stessa ammissione sussurratami all’orecchio, quello di far sì che certi particolari legati a questo commercio non avessero pubblicità. A questo scopo, sempre per sua stessa ammissione fatta molto privatamente, i preventivi di spesa per la costruzione di quegli impianti subiscono un drastico ritocco in su, più o meno raddoppiando le cifre in ballo. In fondo, gli uomini di mondo sanno che dopo Tangentopoli le tariffe relative alle mazzette sono aumentate di parecchio. Cambiamo discorso. “L’università è come un juke-box: metti la monetina ed esce la canzone che vuoi.” La frase non è mia: è di un cattedratico che si vende a chi vive d’incenerimento. Cambiamo ancora discorso. Alcuni mesi fa uno studente veneto d’ingegneria ambientale mi chiese una mano per la sua tesi di laurea sull’inquinamento ambientale da particelle. A tesi finita, completata con alcuni dati nostri ed alcune fotografie eseguite al nostro microscopio, l’ARPAV (V per Veneto), quella gloriosa della non diossina di Treviso, coinvolta non si sa bene a che titolo in qualcosa che dovrebbe avere valore scientifico, “consigliò” al ragazzo di togliere quella roba così imbarazzante, altrimenti non lo avrebbe fatto laureare (ho la documentazione disponibile). E cambiamo ancora, e per l’ultima volta, discorso. Torino, si sa, è una città fortemente legata alla magia e, comunque, all’esoterico. Non per niente, vi abitò

Nostradamus e Po (Sole) e Dora (Luna) vi confluiscono. Qui soggiorna ancora, sopravvissuto ad un passato remoto, chi è capace di stravolgere le leggi della Natura, e lo fa servendosi del fuoco, il più terribile e inavvicinabile dei quattro elementi che per tempo immemorabile furono visti come la base del mondo prima che intervenisse la scienza come la conosciamo oggi a smentire il tutto. E chi è rimasto con i piedi ben piantati nell’alchimia è nientemeno che l’Università. Un amico medico torinese mi ha fatto avere il testo relativo ad una tesi di laurea d’ingegneria cosiddetta della “protezione del territorio” (!) e in quel testo, del cui giovane autore taccio le generalità per un senso di paterna pietà, è il solito peana di regime all’inceneritore, nel caso specifico quello di Gerbido. La bacchetta magica di questo Harry Potter della Mole fa sparire, diligentemente guidato dai suoi maestri, qualsiasi porcheria dai rifiuti, trasformandoli in aria pulita per tutti (e in oro per qualcuno), e questo in barba a tutto quanto la scienza, quella non alchemica, naturalmente, conosce almeno dalla seconda metà del Settecento. E non solo abbiamo aria pulita, ma abbiamo anche tanta energia e ci liberiamo di quelle terribili discariche. Magari a qualcuno potrebbe venire in mente di chiedere al maghetto neodottore che cosa ne sia della massa che secondo quell’eretico di Lavoisier resta sempre la stessa. Magari quel qualcuno si potrebbe sentir dire dal maghetto stesso che questa massa è trasformata in energia, perché a Torino, e solo lì, le reazioni nucleari avvengono nell’inceneritore. Poi gli si potrebbe chiedere che cosa ne è delle polveri, e sono la stragrande maggioranza, che i filtri non catturano perché sono al di fuori della loro portata (polveri primarie condensabili e polveri secondarie). Poi, che fine faranno le polveri catturate dal filtro. Harry Potter farà sparire anche quelle? E le discariche? Se a Torino le ceneri dell’inceneritore (un terzo della massa dei rifiuti) non finiscono in discarica, dove se le ficcano? E il bilancio energetico vero, non quello taroccato di chi si nutre di sozzerie? Ma domande sull’argomento ce ne sarebbero a decine e a tutte le domande le risposte sarebbero le solite: smaltimenti, come se il verbo smaltire significasse far sparire, assicurazioni che tutto è “a norma di legge”, tecnologie miracolose che nessuno ha mai visto, e quant’altro fa parte del repertorio di un palcoscenico che ormai non ci diverte più. Ancora divertente, invece, può essere una tabella che il nostro dottor Potter inserisce come appendice alla sua opera. Volete sapere quanto costa una tosse da inceneritore limitatamente a PM10, nitrati e solfati? Eccovi accontentati: 38 Euro l’anno. Se, poi, la tosse si cronicizza, diventa un po’ più cara: 89 Euro. Un cancro ai polmoni da idrocarburi policiclici aromatici? 7.854 Euro. Però, se vi accontentate di un cancro non fatale, ve lo portate a casa con soli 127 Euro: un affare. Per chi se lo può permettere, il cancro da cromo supera i 58.000 Euro, ma qui si va sullo status symbol. Insomma, il nostro dottorino ci dà tutto il tariffario, magari non aggiornatissimo ma comunque indicativo, dei prezzi delle malattie. Un dubbio: come la mettiamo con l’innocuità del “termovalorizzatore”? A questo punto, viene da pensare che i dottori in medicina siano veramente un po’ stupidotti. Ormai da qualche tempo ci sono varie associazioni e vari ordini dei medici, ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità non è da meno, che, dati e leggi alla mano, stanno tuonando contro gl’inceneritori, con qualcuno che si sta già rivolgendo alla nostra sonnacchiosa magistratura, più interessata alle vallette e ai calciatori che alla strage affermata dai medici ma negata, pur di fronte all’evidenza, da una certa razza di faccendieri. Sì, in questo mondo così bizzarro, i faccendieri e tutta la loro corte dei miracoli hanno voce in capitolo anche su argomenti di questo calibro. Chiudendo qui, un attimo di perplessa tristezza non può non assalire quando ci si sofferma sul livello in cui sono precipitate le nostre università, infettate da un’ignoranza che nasce in malafede ma che figlia ignoranti in buonafede e, perciò, davvero convinti nell’intimo che la loro non sia folle ignoranza ma scienza. E si trattasse solo d’ignoranti! La tragedia è che questi ragazzi, questi ingenui eppure disastrosi apprendisti stregoni, sono violentati nel cervello e sono resi incapaci di usare scienza e senso critico. Chi può, aiuti questo povero Paese.


 

 

Apre il termovalorizzatore di Acerra
il vescovo: "Non lo benedirò"

di Conchita Sannino
 
Inagura domani il primo inceneritore campano. A tagliare il nastro sarà Berlusconi, invitate quattrocento persone. Ma sono previsti due cortei di protesta e il vescovo di Acerra, monsignor Giovanni Rinaldi, fa sapere: "Non benedirò questo inceneritore"
 

Una festa, quella della "politica quando sceglie". Una lista di quasi quattrocento persone. Con relativo traffico di poltroncine, sedie, piante, tappeti, velluto, separé e bandierine ad uso scolaresche, trasportate da Napoli fino al "deserto" dell’ex area industriale di Acerra. Mondo politico, imprenditoriale, sindacale. Il premier e il sottosegretario Bertolaso li hanno invitati in pompa magna, a tagliare il nastro del primo inceneritore della Campania, nella regione che moriva di rifiuti e non ne aveva uno. Una festa per l’impianto che Acerra, a torto o a ragione, non vuole (non voleva). Unica grande assente: la Chiesa. Almeno, quella locale. "Non benedirò questo inceneritore", fa sapere ieri il vescovo di Acerra, monsignor Giovanni Rinaldi. Che, tuttavia, ha deciso di non partecipare neanche alle marce contro l’"ecomostro", pur condividendo da sempre le battaglie di chi vi si è opposto. Così, alla vigilia dell’arrivo del presidente Berlusconi, si annunciano due manifestazioni contro il termovalorizzatore che sta per inghiottire tonnellate di rifuti "tritovagliati e selezionati". Le prime emissioni già registrate durante i test "sono al di sotto di tutti gli standard", fanno sapere alla struttura di Bertolaso. Ma c’è chi non ci crede. Da ieri, all’ingresso di Corso della Resistenza, cuore di questo paesone abbandonato e acefalo (dopo le dimissioni di massa dei consiglieri, c’è il commissario prefettizio), ondeggia minaccioso un drappo di Rifiuti Zero: "Berlusconi aiuta le imprese. Quelle funebri". Immagine macabra in primo piano: due piedi che sporgono da tavolo di morgue.. È l’altro volto della festa. UN paese rassegnato. Come il barista Vincenzo Esposito di Corso Italia. "Se l’hanno fatto e ce l’hanno pure al nord, ce lo dobbiamo tenere. Ma qui i miei figli non li vorrei far vivere, non mi fido". Oppure una comunità più lucida e ferita di quanto il gioco degli schieramenti lasci intendere, come mostra la riflessione di Gennaro Calligari e Michele Rullo, nel Centro Scommesse di corso della Resistenza. "Acerra non morirà per Berlusconi, o non solo per colpa sua — dicono loro, quasi in coro — Invece di prendersela con lui, andassero a sequestrare le ville, le Ferrari e gli elicotteri a una famiglia di Acerra che smaltendo i rifiuti inquinanti e contaminando i terreni agricoli ha costruito la sua fortuna". Il riferimento è alla famiglia Pellino, i fratelli coinvolti più volte da indagini e che però hanno sempre negato le loro responsabilità nel traffico illecito dei rifiuti. Una cittadina depressa. Come racconta Giuseppe Santoro, titolare del bar di fronte al Municipio, proprio nella strada che si chiama via Democrazia, troppa enfasi per un Palazzo che negli ultimi dieci anni ha sempre visto il consiglio comunale liquefarsi al gioco dei contrapposti veleni e sciogliersi prima della scadenza naturale, con l’arrivo dei commissari. Il popolo del no si è sempre avvalso del sostegno della Chiesa. E neanche oggi la musica cambia. "Mi hanno chiesto di benedirlo questo inceneritore, ma non me la sento", confessa a Il Nolano online il vescovo di Acerra, Giovanni Rinaldi. Che spiega: "La mia scelta è frutto di una decisione presa in accordo con l’intero consiglio episcopale, col quale mi sono confrontato. Non posso condividere qualcosa contro cui ho lottato anche io. E tuttavia, non me la sento di andare alla marcia del no". La presidenza del Consiglio, per non farsi mancare nulla, ha invitato anche il carismatico cardinale di Napoli, Sepe. Gli altri vescovi. Si spaccherà la Chiesa campana? Preparativi che fervono proprio mentre oggi si snoda il giorno della protesta. Intanto il Movimento campano Rifiuti zero si dà appuntamento oggi alle 16.30 per un corteo che parte da piazza Duomo, di Acerra. Mentre domani, dalle 10, comincia un presidio a piazza Castello. In piazza scendono anche gli avvocati, i docenti, i medici. Con un duro documento in cui elencano i motivi del no. Ieri ad Acerra c’era anche Felicetta Parisi, medico, neonatologa all’ospedale San Giovanni Bosco, fronte di lotta vicino a padre Alex Zanotelli: "Si capisca che i miei colleghi medici hanno il dovere di scendere in campo. Così, domani, i loro figli e i loro nipoti non gli diranno: cosa avete fatto. Dobbiamo dire no a questa bomba ecologica. Che va ad aggravare una strage che è già in corso. Tra poche ore si riunisce l’Ordine dei Medici di Napoli per dire la sua. Sono mobilitati alle 16.30 di oggi. Usciremo con il camice bianco e il nastrino nero".
 

 

 

 

 

 

Il 19 febbraio scorso il sig.Vallone è stato rinviato a giudizio e chiediamo la sua sostituzione in attesa di una risposta della giustizia in merito. Ciò non per contravvenire al principio della presunta innocenza fino a prova contraria, ma per permettere la massima fiducia nella delicata gestione della TRM, visti i precedenti già non edificanti riguardanti l’ATI prima arrivata nella gara d’appalto, la Termomeccanica Ecologia, nella gestione dell’inceneritore di Vercelli e di Pietrasanta, e quelli del suo presidente, Enzo Papi.

Ritorna a galla la cattiva abitudine del reintegro di ex-deputati (non rieletti perchè scomodi, o per motivazioni di partito, o perchè in via di giudizio per reati vari) in posti di rilievo in “periferia” (aziende sanitarie locali, servizi pubblici locali, aziende statali ecc…). Nel 2006 si sono pure fatti al bisogno una legge ad sistemam, mentre riodinavano gli ordini professionali del settore sanitario. Uno dei vari beneficiari è Giuseppe Vallone, ex-sindaco di Borgaro ed ex-senatore della Margherita dal 2001 al 2006, da fine 2006 presidente della Trattamento Rifiuti Metropolitani S.p.a. - “TRM Spa”, a cui è stato affidata la realizzazione dell’inceneritore del Gerbido.

Il 19 ottobre 2004, il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Torino chiedeva al Presidente del Senato della Repubblica l’autorizzazione all’utilizzazione dell’intercettazione di cinque conversazioni telefoniche dell’allora senatore Giuseppe Vallone con il signor Giorgio Marietta, effettuata nell’ambito di un procedimento penale per il reato di concorso in tentata estorsione continuata, pendente anche ne confronti dei terzi (n. 04/7976 RGNR, n. 04/21013 RG GIP); dalla relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari (Doc. IV n. 6-A) sulla domanda di autorizzazione all’utilizzazione di intercettazioni di conversazioni telefoniche risulta testualmente che all’epoca in cui furono effettuate le intercettazioni telefoniche, nella prospettazione accusatoria Giorgio Marietta e Federico Maionchi minacciarono l’amministratore delegato ed il consigliere di amministrazione di una società consortile per azioni (la CSEA, operante nel settore della formazione professionale e partecipata da Enti locali piemontesi) allo scopo di ottenere: a) che la società ad essi riferibili diventassero socie del consorzio; b) che il Marietta diventasse consigliere di amministrazione del consorzio e comunque partecipasse alla sua gestione (soprattutto delle forniture) anche attraverso uomini di fiducia; c) che il Marietta potesse percepire dal consorzio tra i 3.000 ed i 4.000 euro mensili; dalla medesima relazione risulta, altresì, che la minaccia consisteva nel prospettare agli amministratori del consorzio la propalazione del contenuto di un dossier relativo a presunte irregolarità commesse nella gestione del consorzio (relative ad operazioni immobiliari, a ristrutturazioni i ad assunzioni) e che artefice della propalazione - che avrebbe provocato un danno d’immagine assai serio al consorzio - sarebbe stato un partito politico che intendeva essere rappresentato nel consorzio e che, in particolare, il senatore Giuseppe Vallone sarebbe stato l’esponente più interessato all’operazione; dalla citata relazione risulta infine che in un momento successivo alle intercettazioni siano stati ravvisati estremi di reato anche a carico del senatore Vallone; il Senato, in accoglimento della proposta approvata all’unanimità dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, il 1° dicembre 2004 concedeva l’autorizzazione all’utilizzazione delle intercettazioni delle conversazioni telefoniche del senatore Giuseppe Vallone; (tratta dall’interrogazione in senato dell’on. Palma li 07.11.2007).

 

 

 

 

 

 

 

La vicenda del cromo nel sottosuolo passa in secondo piano rispetto a quella del cromo particolato che verrà immesso nell'atmosfera dal costruendo inceneritore del Gerbido, che secondo un documento del Politecnico (redatto con TRM, la società del termovalorizzatore) inquinerà l'aria anche con il cromo e i tumori provocati costeranno alla collettività 58.178 euro all'anno.

Non è una barzelletta, abbiamo chiesto pubblicamente spiegazioni alla società che costruirà l'inceneritore, che non ha saputo dare risposte.

http://it.youtube.com/watch?v=sJbkpMXEDV8

Allego il documento e due link.

Cordiali saluti

Roberto Topino


 

2009/1/1 Roberto Topino <robertotopino@yahoo.it>
 
 
Ho spedito una mail all'Arpa del Piemonte per avere chiarimenti sulla presenza di un'acqua venduta al supermercato contenente cromo esavalente.
Oggi (ndr 8-10-2008) l'Arpa Piemonte mi ha risposto, riporto sotto la risposta:


Dott. Giovanni Teppa
Responsabile dell'URP Arpa Piemonte
 
 
Il limite per il Cr VI+ - cromo esavalemnte - (risale al 1955), inteso come somma totale di Cr III - cromo trivalente - e Cr VI (ma secondo l'attuale legge puo' essere anche tutto esavalente)  e' di 50 microgrammi/litro sia nelle acque potabili, sia nelle acque minerali..
Oggi vi sono tuttavia evidenze che questi valori potrebbero essere troppo elevati. Studi recenti (2007) del National Toxicological Program degli USA hanno messo in evidenza effetti cancerogeni del Cr VI+ per via orale a dosi piu' basse di quelle ritenute sicure in passato e questo dotrebbe portare a breve ad un nuovo limite da parte OMS, piu' restrittivo di quello attuale e specifico per il Cr VI+.
 
Il decreto legislativo 152/2007 fissa ad esempio, per le acque di scarico industriali a scopo irriguo, un limite di Cr VI+ di 5 microg/litro, con la bella conseguenza che l'acqua minerale SOVRANA, se fosse uno scarico industriale, supererebbe i limiti di legge per l'uso irriguo, mentre rispetta i limiti per la potabilita'.
 
E' proprio a causa di queste inconguenze normative che la Regione Piemonte - con la collaborazione di Arpa Piemonte - ha presentato richiesta formale al Ministero di revisione dei limiti e di richiesta formale al Governo Italiano perche' rivolga all'EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) una richiesta di valutazione del rischio e indicazione di limiti massimi accettabili negli alimenti e nelle acque.
 
Sicuramente il Cr VI+ non ha nessuna proprieta' terapeutica. Piccole quantita' di Cr sono indispensabili per l'organismo ma vengono assunte in quantita' sufficiente con gli alimenti (soprattutto vegetali) senza bisogno di assumerne la forma esavalente (che e' la forma piu' pericolosa perche' reattiva e fortemente ossidante e cancerogena per inalazione) con l'acqua minerale.
 
La presenza di CromoVI, nelle acque Fonti Feja (Sovrana, Nuova Augusta e S. Rocco-Letizia) è intorno a 20 ug/l costante.
 
I controlli sono effettuati regolarmente sia sulle sorgenti (4 volte/anno) e sulle confezioni imbottigliate (circa 1 volta al mese) come indicato dalla Circolare Ministero Sanità n.19 del 1992.
 
La presenza di Cromo esavalente nelle acque Fonti Feja non ha nulla a che vedere con la presenza di Cr VI+ a Spinetta Marengo.
 

Arpa Piemonte
Ufficio per le Relazioni con il Pubblico
Via Pio VII, 9 10135 TORINO
Numero verde 800 518 800
Fax 011 19681151
urp@arpa.piemonte.it
www.arpa.piemonte.it

 

 

 

 

TERMOVALORIZZATORI KILLER

 

In questi giorni si parla spesso della realizzazione del termovalorizzatore del Gerbido a Torino.

I medici di tutto il mondo sono contrari a questo tipo di smaltimento dei rifiuti e riportiamo di seguito alcune brevi precisazioni documentate.

 

 

Informare la popolazione sui rischi legati all'incenerimento dei rifiuti e sulle possibili alternative non è facile.
I mezzi di disinformazione di massa si comportano da giullari di corte e obbediscono solo a una certa razza di faccendieri.
I rischi legati all'incenerimento sono ormai ben noti, ben documentati e assolutamente censurati.
A Torino ho trovato alcuni giovani, che malgrado il freddo pungente, cercavano di fare un po' di informazione tra l'indifferenza quasi generale.
Li ho intervistati e ho messo in rete il filmato.
 
 
La lotta per tutelare la salute di tutti, soprattutto dei bambini, dalle emissioni dei futuri cancrovalorizzatori, sarà dura.

17.01.09

 

Venerdì 19 dicembre 2008, nel salone della Parrocchia “Madonna della Fiducia” di Nichelino si è svolto l’incontro dal titolo “Inceneritore al Gerbido” organizzato dall’associazione ANIMO NICHELINO e dalla locale sede dell’ACLI.

Il dott. Roberto Topino, medico specialista in Medicina del Lavoro, e la dr.ssa Rosanna Novara, biologa con dottorato in Oncologia, hanno illustrato i gravi rischi per la salute causati da questi impianti di incenerimento.

Il presidente di TRM, la società che sta costruendo l’impianto del Gerbido, ha illustrato i vantaggi economici dell’incenerimento dei rifiuti e i pregi dei termovalorizzatori di Vienna e Montecarlo, ma non ha avuto argomenti validi e supportati da studi scientifici, sulla asserita non pericolosità di questo tipo di trattamento dei rifiuti.

Assenti: Giuseppe Catizone, Sindaco di Nichelino; Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino; Angela Massaglia, Assessore allo Sviluppo Sostenibile e Pianificazione Ambientale.

La loro assenza ad un incontro così importante per la salute dei cittadini induce a riflettere su quali possono essere i veri interessi della politica.

Erano pure assenti i giornalisti.

Il salone della Parrocchia era pieno di cittadini ed erano presenti anche alcuni medici.

L’oggetto principale dell’incontro è stato il 4° rapporto della Società Britannica di Medicina Ecologica, che sintetizzando oltre trecento studi scientifici realizzati in varie parti del mondo, ha fatto il punto della situazione lanciando un allarme circostanziato ed incontestabile sui gravi rischi per la salute e per l’ambiente causati dall’incenerimento dei rifiuti.

L’attenzione dei medici si è concentrata soprattutto sull’emissione di diossina (ormai fuori discussione, anche se ancora negata da alcuni) e sull’inquinamento causato dalle nanoparticelle, che sono in grado di provocare malformazioni, cancro e gravi danni al sistema cardiocircolatorio.

Poiché i mezzi di informazione, per motivi ovvi, tendono a tacere questi rischi, l’unica possibilità che hanno le persone giustamente preoccupate per la salute propria e delle future generazioni, è quella di cercare di fare informazione alternativa coinvolgendo esperti in materia, che non abbiano conflitti di interesse.

Si è parlato anche delle alternative all’incenerimento: la principale è la raccolta differenziata, realizzabile subito, che se raggiunge il 70% rende di fatto inutile l’impianto di incenerimento, il quale, non dimentichiamolo, richiede una discarica di servizio per le ceneri prodotte, che sono circa il 30% in peso dei rifiuti in entrata.

Dopo questo primo incontro, possiamo affermare che ANIMO Nichelino e l’ACLI, hanno raggiunto lo scopo di iniziare un dialogo costruttivo tra persone di buona volontà, finalizzato al bene comune.

Sono previsti ulteriori incontri- VEDI VIDEO SEZIONE VIDEO

 

11.08.08 I Nuovi Erode

http://it.youtube.com/watch?v=P_VwHNA1iA0

Imceneritore di Forlì

Gli inceneritori producono nanoparticelle. Le nanoparticelle entrano nell'organismo e producono tumori. La raccolta differenziata produce invece ricchezza e non avvelena l'ambiente. I bambini sono i più esposti alle malattie. Perchè in Italia si continuano a progettare, costruire, spacciare inceneritori invece di promuovere la raccolta differenziata? Chi ci guadagna? Chi sono gli spacciatori di morte? Chi sono i nuovi Erode?

"un attimo di riflessione su questa frase: “la deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più fragile che sono i bambini, sia con l’esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell'acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat”.
Queste parole, che concludono un articolo sui rischi attribuibili ad agenti chimici scritto dal professor Lorenzo Tomatis nel 1987, ci sono tornate alla mente come una lucida profezia davanti agli ultimi, recentissimi dati sull’incidenza di cancro nell’infanzia in Italia pubblicati dall’Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM: I tumori infantili Rapporto 2008).
Se già i dati pubblicati da Lancet nel 2004, che mostravano un incremento dell’ 1.1% dei tumori infantili negli ultimi 30 anni in Europa, apparivano preoccupanti, quelli che riguardano il nostro paese, riferiti agli anni 1998-2002 ci lasciano sgomenti. I tassi di incidenza per tutti i tumori nel loro complesso sono mediamente aumentati del 2% all’anno, passando da 146.9 nuovi casi all’anno (ogni milione di bambini) nel periodo 1988-92 a ben 176 nuovi malati nel periodo 1998-2002. Ciò significa che in media, nell’ultimo quinquennio, in ogni milione di bambini in Italia ci sono stati 30 nuovi casi in più. La crescita è statisticamente significativa per tutti i gruppi di età e per entrambi i sessi. In particolare tra i bambini sotto l’anno di età l’incremento è addirittura del 3.2% annuo.
Tali tassi di incidenza in Italia sono nettamente più elevati di quelli riscontrati in Germania (141 casi 1987-2004), Francia (138 casi 1990-98), Svizzera (141 casi 1995-2004). Il cambiamento percentuale annuo risulta più alto nel nostro paese che in Europa sia per tutti i tumori (+2% vs 1.1%), che per la maggior parte delle principali tipologie di tumore; addirittura per i linfomi l’incremento è del 4.6% annuo vs un incremento in Europa dello 0.9%, per le leucemie dell’ 1.6% vs un + 0.6% e così via.
Tutto questo mentre si vanno accumulando ricerche che mostrano con sempre maggiore evidenza come sia cruciale il momento dello sviluppo fetale non solo per il rischio di cancro, ma per condizionare quello che sarà lo stato di salute complessivo nella vita adulta.
Come interpretare questi dati e che insegnamento trarne?
Personalmente non ne siamo affatto stupiti e ci saremmo meravigliati del contrario: i tumori nell’ infanzia e gli incidenti sul lavoro, di cui ogni giorno le cronache ci parlano, unitamente alle malattie professionali, ampiamente sottostimate in Italia, sono due facce di una stessa medaglia, ovvero le logiche, inevitabili conseguenze di uno “sviluppo” industriale per gran parte dissennato, radicatosi in un sistema di corruzione e malaffare generalizzato che affligge ormai cronicamente il nostro paese.
Potremmo, sintetizzando, affermare che lo stato di salute di una popolazione è inversamente proporzionale al livello di corruzione e quanto più questo è elevato tanto più le conseguenze si riversano sulle sue componenti più fragili, in primis l’infanzia, come Tomatis già oltre 20 anni fa anticipava.
Le sostanze tossiche e nocive non sono meno pericolose una volta uscite dalle fabbriche o dai luoghi di produzione e la ricerca esasperata del profitto e dello sviluppo industriale – a scapito della qualità di vita -, non può che avere queste tragiche conseguenze."

 

 

Tutto quello che dovete sapere sugli inceneritori.

Chi può (sono 11 mega) scarichi il testo e lo legga attentamente.

Soprattutto chi fa informazione deve sapere con precisione di cosa parla. 

http://www.ambientesalute.org/images/stories/salute/gentilini_pdf_def_1.pdf 

Slide presentate nella relazione alla stampa e ai cittadini

venerdì  27  giugno a Bolzano

 

06.08.08

Quarto rapporto della Società Britannica di Medicina Ecologica sugli effetti sulla salute degli inceneritori di rifiuti.

Il recente rapporto (giugno 2008) è molto dettagliato e circostanziato (329 voci bibliografiche).

I miei colleghi inglesi hanno fatto un ottimo lavoro e hanno anche  spiegato tutti i trucchetti e gli imbrogli per far sembrare innocui i temovalorizzatori.

Un esempio per tutti riguarda la diossina, che non viene monitorata per il 99% del tempo.

In particolare non viene controllata nelle fasi di accensione e spegnimento, quando il temovalorizzatore rilascia nell’atmosfera una quantità di diossina paragonabile a quella di due anni di funzionamento in condizioni ottimali.

Ne deriva che le coltivazioni e gli allevamenti che si trovano nei paraggi dell’impianto scopriranno di essere contaminati solo a distanza di tempo, quando i danni saranno evidenti, ma i tecnici del termovalorizzatore continueranno a sbandierare i monitoraggi fatti nel momento di minore emissione!

 

 

http://www.pratoblog.it/content/view/12542/346/

 

E' l'ora di finirla con l'ipocrisia, gli inceneritori fanno male alla salute!

    

Montemurlo, 20 giugno 2008 - I più recenti studi lo hanno dimostrato: gli inceneritori fanno male alla salute. Questo in sintesi il contenuto dell'intervento dei Cittadini Uniti Montemurlesi, che continua: «I dati pubblicati a marzo 2008 dall'Istituto di Sorveglianza Sanitaria francese emersi da uno studio dove è stata valutata l'esposizione alle diossine su oltre 135.000 casi di cancro insorti nellepopolazioni residenti in prossimità di 16 inceneritori (i risultati preliminari erano già stati presentati nel 2006) evidenziano una aumento dal +6% al +23% di linfomi e sarcomi del mieloma multiplo nei maschi e aumento di tutti i tumori nelle donne. Da uno studio analogo sui metalli pesanti fatto a Coriano di Forlì è stato evidenziato un aumento di tutti i tumori nelle donne.

 

Nessuna persona di buon senso può più negare che dagli inceneritori escano veleni estremamente nocivi per la salute e per l'ambiente. Per parlare dei dati più vicini a noi: dai risultati delle analisi Arpat sulle emissioni dell'inceneritore di Montale, pubblicati lo scorso aprile sul sito della Provincia di Pistoia, risulta che a fronte di 0,0024 nanogrammi per metro cubo di diossine abbiamo la bellezza di 27,2 Ng/Nm3 di PCB ovvero sostanze simili alla diossina tanto che l'Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che alcuni di essi siano considerati come le diossine. Inoltre in base analisi effettuate dal servizio veterinario ASL di Pistoia risulta che in almeno due campioni su alimenti sono stati riscontrati livelli di diossina superiori ai limiti previsti dalla legge (Regolamento della C.E. - n. 199/2006), così come è accaduto in Campania per le mozzarelle di bufala e a Brescia per il latte.

 

Con questi dati, si impone per legge, anche se con inammissibile ritardo, l'emissione di una ordinanza di divieto al consumo e alla commercializzazione di tutti gli alimenti prodotti nella zona interessata dalla ricaduta degli inquinanti provenienti dall'inceneritore di Montale. I danni economici del danno ambientale, per il principio del "chi inquina paga" non dovranno ricadere sui produttori locali, già danneggiati nella loro salute, nei confronti dei quali devono essere invece previsti risarcimenti ai sensi dell'art. 20 del Dlgs 133/2005. Quindi a pagare dovranno essere gli inquinatori, ovvero i proprietari dell'inceneritore incriminato.

 

L'incenerimento non risolve il "problema" dei rifiuti, infatti almeno il 30% del materiale incenerito deve necessariamente essere trasportato in discarica, il restante si espande nell'aria in balia dei venti inquinando fortemente e causando gravi danni alla salute. Con una raccolta differenziata spinta è stato dimostrato che al massimo il 2% del totale dei rifiuti dovrà finire in discarica, il resto verrà riutilizzato ed in questa maniera le amministrazioni comunali otterranno entrate invece che solamente spese; quindi non solo benefici in termini di prevenzione sanitaria, ma anche e addirittura economici.

 

Si deve smettere di fare del terrorismo mediatico con la scusa che senza inceneritori ci ritroveremo come in Campania: con l'incenerimento le nostre discariche si esauriranno molto velocemente, il nostro territorio continuerà a subire gravi danni ambientali e soprattutto la nostra salute continuerà ad essere a rischio. Anche gli amministratori del Comune di Montemurlo devono alzare la voce, la cittadinanza lo sta già facendo, chiediamo che questo problema ottenga le doverose attenzioni che merita. Basta con la miopia, dobbiamo aprire gli occhi adesso, domani sarà troppo tardi».

 

 
“Nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento. Lo dice una ricerca, resa pubblica dall’istituto statale di sorveglianza sanitaria francese, l’ultima delle 435 ricerche consultabili presso la biblioteca scientifica internazionale Pub Med (www.ncbi.nim.nih.gov) che rilevano danni alla salute causati dai termovalorizzatori per le loro emissioni di diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali. Questa molecola deve la sua micidiale azione alla capacità di concentrarsi negli organismi viventi e di penetrare nelle cellule. Qui va a “inceppare” uno dei principali meccanismi di controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei geni che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali.

http://www.ecostiera.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1809&Itemid=52&sectionid=24&idvis=1
Gli inceneritori uccidono. Rotto l’omertoso silenzio sulle verità scientifiche. Pubblicati i link

Termovalorizzatore
Termovalorizzatore
"435 ricerche scientifiche internazionali provano un aumento spaventoso di tumori e nascite malformi in prossimità dei termovalorizzatori”.
La notizia, a sorpresa, è stata pubblicata dal quotidiano la Repubblica, venerdì 16 maggio, pagina 90. Un semplice trafiletto che ai più passa inosservato, ma che non sfugge agli attenti lettori che da sempre sostengono la tesi della nocività degli inceneritori.

 

Certo, come ha fatto rilevare Jacopo Fo nel suo blog,  è un fatto straordinario, che la Repubblica decida, se pure in sordina, di smentire sia quanto tutti affermano da tempo per rincorrere la strategia “dell’impiantistica” come panacea del male "rifiuti", sia l’oncologo Veronesi, che ha sostenuto che i termovalorizzatori non sono nocivi.  

A nessuno è sfuggita la grande polemica fra Veronesi e Peppe Grillo. Così come a nessuno è sfuggito che, Grillo per affermare l’esatto contrario dell’oncologo, è stato messo alla gogna da media e stampa.

Ma, probabilmente, anche per il quotidiano nazionale era impossibile ignorare ben 435 ricerche scientifiche che provano la grande pericolosità di questi impianti.

L’ultimo dei 435 studi citati è quello pubblicato dall'Istituto Statale di Sorveglianza Sanitaria francese, sito http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/, citato anche dall’autorevole quotidiano, dal quale si evince che "nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento".

 

Effetto diossina. Foto bimbo di Taranto
Effetto diossina. Foto bimbo di Taranto
"La causa è da imputare all’ emissioni di Diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali. Questa molecola deve la sua micidiale azione ala capacità di concentrarsi negli organismi viventi e di penetrare nelle cellule. Qui va a "inceppare" uno dei principali meccanismi di controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei geni che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali”.

 

L’allarme inceneritori è stato dato anche dai Medici Ambientalisti, oncologi,  hanno inviato al Parlamento Europeo una lettera aperta indirizzata ai fratelli Prodi, per emendare il testo proposto dal Consiglio: Linee Guida Sui Rifiuti

Nella lettera si leggeCon questa lettera aperta vogliamo ribadire con forza che l’incenerimento è l’ultimo dei rimedi da adottare nella scala delle priorità per lo smaltimento dei rifiuti. E’ una pratica che inevitabilmente produce sostanze nocive e cancerogene e che non risolve il problema: almeno un terzo della quantità trattata si trasforma in ceneri ( una parte delle quali altamente tossica) che sono a loro volta da sistemare in discariche e finiranno per perdersi nell’ambiente.

Acerra, effetto diossina su ovini
Acerra, effetto diossina su ovini
La combustione provoca, sempre, non la eliminazione ma la trasformazione delle sostanze che si inceneriscono innescando un processo che determina la produzione e l’emissione di sostanze molto pericolose (cancerogene) una per tutte la Diossina ed i suoi congeneri che si accumulano in tutte le fasi del ciclo alimentare. I dati di letteratura scientifica sull’aumento di diossine nei pressi degli inceneritori sono numerosi e preoccupanti, tanto che nella gran parte dei Paesi Occidentali l’incenerimento dei rifiuti non viene più incentivato da tempo. Solo l’Italia ha lasciato tuttora contributi (CIP6, certificati verdi ) per la costruzione di tali impianti avendo equiparato impropriamente ed in contrasto con le direttive europee l’ energia che proviene dal bruciare rifiuti a fonte rinnovabile di energia. Senza tali contributi tutti questi impianti sarebbero in perdita dal punto di vista della produzione energetica e dei costi, e non si dimentichi che le emissioni nell’aria di CO2 e di fumi da combustione contrastano sia con le dichiarazioni del Trattato di Kyoto e soprattutto con il diritto dei cittadini alla salute e ad un futuro sano per le prossime generazioni”
.

 

 

Qui di seguito sono elencati i link di siti scientifici che hanno pubblicato ricerche sulla pericolosità degli inceneritori:

 

- Chemosphere. 2008 Apr 26: Relationship between dynamic change of copper and dioxin generation in various fly ash.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1844284…Pubmed_RVDocSum

- Rev Environ Contam Toxicol. 2007;190:1-41. Dioxin formation from waste incineration. [Department of Environmental Toxicology, University of California, Davis, CA 95616, USA.] http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1743233…Pubmed_RVDocSum

- Environ Sci Technol. 2008 Mar 15;42(6):1904-9. Occurrence and profiles of chlorinated and brominated polycyclic aromatic hydrocarbons in waste incinerators. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1840961…Pubmed_RVDocSum

- Chemosphere. 2006 Mar;62(11):1899-906. Epub 2005 Oct 5. Formation of dioxins from combustion of polyvinylidene chloride in a well-controlled incinerator. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1621357…s&dbfrom=pubmed

- Environ Sci Technol. 2002 Mar 15;36(6):1320-4. Formation of PCDDs, PCDFs, and coplanar PCBs from polyvinyl chloride during combustion in an incinerator. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1194468…s&dbfrom=pubmed.

- Environ Health. 2007 Jul 16;6:19. Sarcoma risk and dioxin emissions from incinerators and industrial plants: a population-based case-control study (Italy).

Acerra, la protesta
Acerra, la protesta
Infine, uno studio condotto da Paola Zambon,
dell’istituto oncologico veneto, registro dei tumori del Veneto: Environ Health. 2007 Jul 16;6:19. Sarcoma risk and dioxin emissions from incinerators and industrial plants: a population-based case-control study (Italy): http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1763411…Pubmed_RVDocSum.

 

Lo studio si conclude con queste  parole : CONCLUSION: Our study supports the association between modelled dioxin exposure and sarcoma.

 

 

 

Mb

  Videoinforma :  www marcobava.tk